16th Mar2011

16.03.2011: in ricordo di dax – Lecce

by daxresiste

 

Nella notte del 16 marzo 2003 moriva Davide “Dax” Cesare, militante del Centro Sociale O.R.So (“Officina di Resistenza Sociale”) di Milano. Era da poco uscito, assieme ad alcuni compagni, da un pub del quartiere ticinese. Fuori, ad aspettare i ragazzi, un paio di neofascisti armati di coltelli, spalleggiati da un terzo elemento più anziano. Si scoprirà solo in seguito che i due giovani sono fratelli e che l’uomo è il loro padre; si tratta rispettivamente di Federico,Mattia e Giorgio Morbi (28,17 e 54 anni all’epoca del fatto). L’aggressione dei neofascisti è particolarmente violenta e inaspettata,Davide non giungerà vivo all’ospedale; altri due ragazzi sono feriti (uno in modo grave, ma si salverà). Nella notte,amici e compagni di Davide giunta la notizia arrivano in ospedale per assicurarsi delle condizioni dello stesso,polizia e carabinieri danno subito il via a feroci cariche dentro e fuori l’ospedale,una caccia all’uomo senza una vera e propria cognizione di causa,che ricordava quanto accaduto nei giorni del g8 del 2001 a Genova!
Su questi tragici avvenimenti si aprirà successivamente un processo che vedrà imputati per poi essere assolti un carabiniere e due poliziotti, accusati di porto d’arma impropria e abuso d’ufficio, e 4 compagni alla sbarra per resistenza e violenza a pubblico ufficiale! Questo processo conclusosi in Cassazione nel 2009 ha visto da una parte la piena assoluzione delle forze dell’(dis)ordine e dall’altra la condanna di due compagni ad una pena totale di 3 anni e 4 mesi di carcere più 100.000 euro di multa. Lo Stato si è assolto, la magistratura ha legittimato l’operato dei suoi servi in divisa.
Una storia che, con ancor più rabbia nel cuore, vediamo raccontata quotidianamente da giornali e telegiornali,perché polizia e fascisti, in doppiopetto e non, continuano a uccidere senza dare conto delle proprie azioni! E’ proprio a questo che vogliamo opporci! E’ questo che sentiamo il bisogno di combattere! In uno stato dove il revisionismo fa da padrone e cerca di garantire una condivisione della memoria, ponendo partigiani e repubblichini allo stesso piano, istituendo la giornata del ricordo e mentendo sulle foibe per convincere che gli infoibati fossero vittime di odio razziale, siamo convinti che l’unico mezzo per contrastare questi abusi, per contrastare questa violenza fascista, per contrastare questo insensato revisionismo, sia una lotta quotidiana all’oblio, alla repressione e al fascismo!
Sentiamo il bisogno di confrontarci e successivamente scendere in piazza in questo giorno per combattere tutti gli abusi e gli atti di repressione portati avanti dai fascisti e da stato e polizia affinchè non ci siano più morti come Aldrovandi,Cucchi,Biaggetti,Fausto e Iaio,Alexis,Giuliani,Valer
io Verbano e tanti, troppi, altri!

“Un passato che si proietta nel futuro dove il confine tra amore e odio si fa labile e la memoria non coinciderà mai con la parola perdono”
(i compagni e le compagne di Dax)

Ateneo (Palazzo Codacci-Pisanelli) 15/03/ 2011
Assemblea con proiezione video ore 17:30, a seguire cena sociale!

Porta Napoli 16/03/2011
Corteo antifascista concentramento Ore 17:00

MAI PERDONARE!
MAI DIMENTICARE!
C.A.O.S. ANTIFA LECCE

Comunicato post-corteo:

Con ancor più rabbia nel cuore…
Il corteo parte mezz’ora dopo l’ora di ritrovo e un centinaio di militanti lo animano. La parola d’ordine è chiara: respingere il fascismo, con ogni mezzo e in ogni modo, ricordando la figura di Davide Cesare e con lui quella delle altre, troppe, vittime di aggressioni fasciste. Il corteo procede lento e compatto, intonando cori che parlano chiaro: “per i compagni uccisi non basta il lutto:pagherete caro, pagherete tutto”, ricordando più volte che la nostra opposizione non si ferma né si può fermare alla commemorazione ma si deve trasformare in azione contro i neo-fascismi che animano la nostra città. Gridiamo così la nostra opposizione a Casa Pound e Forza Nuova, gridiamo a gran voce che a Lecce non c’è spazio per fascismo, razzismo e xenofobia, che Lecce è antifascista! Numerose sono le pause che ci permettono di ricordare che il fascismo non è solo quello rappresentato da servi picchiatori ma anche e soprattutto quello in doppiopetto e istituzionale. Fascismo che si tramuta in squallido revisionismo storico che pretende di mettere sullo stesso piano partigiani e repubblichini, lo stesso che gli immigrati clandestini vivono ogni giorno sulla loro pelle nei c.i.e., veri e propri lager che infestano il nostro territorio e a cui non ci stancheremo mai di opporci. Continuamo il nostro percorso affermando che la lotta al fascismo non è da portare avanti solo in date commemorative, prima fra tutte il 25 Aprile, ma è una lotta quotidiana, purtroppo quanto mai attuale e che va portata avanti in tutti gli ambiti, sia attraverso la diffusione di cultura antifascista che mediante la reale opposizione ai gruppi neo-fascisti, realtà che, come spesso accade nei periodi di crisi, avanzano avallate da istituzioni e partiti compiacenti. Non manca comunque l’occasione per ricordare e dare la nostra solidarietà alle lotte che infuocano il mediterraneo, le stesse lotte generazionali che sono state fatte nell’autunno in tutta Italia e vengono fatte tutt’ora e hanno portato all’occupazione di scuole, università, stazioni, aereoporti e monumenti. E’ il momento per continuare a urlare la nostra opposizione a governo e precarietà, per dire ancora una volta che noi questa crisi non la vogliamo né la dobbiamo pagare, che la pagassero i padroni e le banche! Anche qui gli slogan parlano chiaro : “i popoli in rivolta scrivono la storia, que se vayan todos fino alla vittoria!”. Procediamo così citando Alexis Grigoropoulos, vittima del fuoco fascista della polizia, Stefano Cucchi, strappato alla vita dalle botte dei celerini per avere indosso qualche grammo di marjiuana, e ancora Carlo Giuliani, ucciso a sangue freddo per essersi opposto a questo sistema in occasione del G8 di Genova. Ci sembra giusto affermare che neanche il fascismo in divisa può avere cittadinanza nel nostro territorio, fascismo espresso nei casi più estremi come quelli sovraelencati dall’omicidio ma anche quotidianamente nella repressione che colpisce sempre di più e fa sempre più vittime, volendo menzionare anche il “carnevale camenatu”, corteo mascherato non autorizzato con musica e attacchinaggio di manifesti, represso ancora una volta dalla questura leccese alla sua conclusione con la denuncia di tre dei più di cento partecipanti. Concludiamo così il corteo a Porta S.Biagio segnalando il fermo infame e immotivato di sette compagni , divisi in tre diversi gruppi, a fine corteo.

MAI PIU’ REPRESSIONE, MAI PIU’ VIOLENZA DI STATO, MAI PIU’ FASCISMO!
LECCE E’ ANTIFASCISTA!
C.A.O.S. LECCE

 

 

 

 

 

 

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