16th Mar2010

16 marzo 2003/2010

by daxresiste

 

VENERDI 12.03 @ CSA Baraonda
Via Pacinotti 13, Segrate
ore 22.00
HC/PUNK X DAX
sul palco
CRASH BOX (Milano)
RFT (Milano)
RUGGINE (Milano)
ATTRITO (Trento)
*
SABATO 13.03 @San Precario Space
Via Pichi, 3 Milano
ore 18.00/20.00
ASSEMBLEA ANTIFASCISTA
partecipano Ass. Fausto e Iaio,  Ass. Dax16marzo2003,  Saverio Ferrari dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destreMaldestra  ed interverranno delegazioni da Russia, Spagna e Napoli.
Filmati e mostra sulla notte nera di Milano
ore 23.00
Via Conchetta, 18 Milano
Presentazione della compilation internazionale
RESISTO 2 “Rap Militante Dal Basso“, dedicata a Davide Cesare Dax.
sul palco
MICROPLATFORM
MENTENGUERRA  (Madrid)
DROWNING DOG & DJ MALATESTA (San Francisco – Milano)
ACERO MORETTI (Milano)
BEPPE REBEL (Milano) + special guests
videoproiezioni:
LA PLATAFORMA (Madrid)
in mostra:
Zona del silenzio” di Alessio Spataro & Cecchino Antonini
La politica non c’entra niente”  di Zerocalcare  – Push/r

MARTEDI 16.03
Via Brioschi, Milano
dalle 20.30
RICORDO DI DAX – Parole, musica e video per non dimenticare.
Spettacolo teatrale “Verona Caput Fasci” di E. Vanni e E. Germano
Intervento dalla Russia antifascista.
ore 22:30
CORTEO IN QUARTIERE
*
GIOVEDI 18.03
Via Mancinelli
dalle 17.00
RICORDO DI FAUSTO E IAIO
con la realizzazione di un nuovo murales per Dax.

16 MARZO 2003, LA NOTTE NERA DI MILANO
Alcuni compagni usciti dal pub Tipota si scontrano con tre neofascisti
armati di coltelli che li colpiscono ripetutamente, ferendone gravemente
due. Uno sarà operato d’urgenza mentre Davide “Dax” non arriverà vivo in
ospedale. Sul luogo sopraggiungono invece numerose pattuglie di polizia e
carabinieri che, ostruendo la circolazione stradale, contribuiscono a
ritardare i soccorsi. Poco dopo la partenza delle ambulanze arriva anche
un reparto di celere con caschi e manganelli, respinti subito dalle grida
indignate dei presenti…un avvertimento…
All’ospedale S.Paolo, già militarizzato dalle forze dell’ordine, i medici
comunicano la morte di Dax. Disperazione, incredulità, rabbia….
I compagni e gli amici presenti rispondono alle provocazioni di Polizia e
Carabinieri, che danno subito il via a feroci cariche dentro e fuori
l’ospedale. Una caccia all’uomo stile Genova 2001, quella stessa
brutalità che abbiamo visto in azione in Val di Susa solo qualche
settimana fa.
“Volevano portare via la salma dell’amico” Così il giorno dopo il Questore
Boncoraglio legittima l’operato delle forze dell’ordine, il cui bilancio
per i pestaggi contro chi era presente è di decine di punti di sutura
sul viso, denti e braccia rotte, teste aperte, facce sfigurate e sangue
dappertutto.
Sui “fatti del San Paolo” si aprirà poi un processo con imputati un
carabiniere e due polizziotti, accusati di porto d’arma impropria e abuso
d’ufficio, e 4 compagni alla sbarra per resistenza e violenza a pubblico
ufficiale. Questo processo si è concluso in Cassazione nel 2009 con da un
lato la piena assoluzione delle forze dell’ordine e dall’altro la condanna
di due compagni ad un totale di 3 anni e 4 mesi di carcere più 100.000
euro di multa.
Lo Stato si è assolto, la magistratura ha legittimato e consacrato
l’operato dei suoi servi in divisa.
Nessuno stupore, nessun lamento. La stessa cosa è accaduta per i processi
del G8 Genova.
Nessuno stupore, nessun lamento ma rabbia, odio e la determinazione nel
continuare a lottare, ricordare e raccontare.
Una storia che continua perchè fascisti e polizia continuano ad ammazzare,
nelle carceri, nelle strade. Continua con il nome di Renato Biagetti, Ivan
Khutorskoy, Carlos Palomino, Nicola Tommasoli, Stefano Cucchi, Jan Kucera,
Alexis Grigoropoulos, Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani e molti altri.
Un elenco che non vogliamo vedersi allungare, una storia di sangue che
deve essere fermata costruendo solidarietà, resistenza, lotta antifascista
e anticapitalista.
“Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i
padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi”.
Partigiano Foco

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18th Nov2009

Russia: nazi sparano ad un antifascista

by daxresiste

Ivan era un antifascista militante di 26 anni.
Lui sapeva che il suo nome si trovava sulle liste nere dei neonazi russi, tuttavia ha continuato con
la militanza.
Per i suoi compagni è stato non solamente un amico di cui fidarsi anche nelle situazioni
pericolose, ma anche l`allenatore di arte marziale russa (sambo). Qualche settimane fa ha
contribuito nella organizzazione di un torneo popolare in ricordo di Fyodor Filatov, anche lui
ucciso perchè antifascista.
In più Ivan è stato il responsabile del servizio d`ordine agli eventi, concerti, ma anche ai
volantinaggi antifascisti a Mosca. Si è picchiato parecchie volte con le merde. Quindi era una
persona conosciuta, ma anche temuta dalla destra.
All’ università si è laureato in giurisprudenza con distinzione. Poi ha lavorato come avvocato in
un centro per i giovani della/sulla strada. È stato amico anche di Stanislaw Markelov, un
avvocato che spesso si è occupato dei casi degli antifa.
Markelov è stato abbastanza famoso per difendere i diritti umani anche contro l`armata russa.
Anche lui è stato sparato dalle merde, insieme con la militante Anastasja Baburowa il 19 di
gennaio 2009. Gli assassini sono stati arrestati circa una settimana fa. Sono un maschio ed una
donna vicini al “unione slava” ed “il movimento contro l’ immigrazione illegale” e hanno già
confesso di essere responsabili.
Nel passato già tre volte le merde a Mosca hanno anche tentato di uccidere Ivan. Una volta con
le lame di un rasoio, nel 2005, gli hanno fregiato la faccia. Un`altra volta nell’ autunno dello
stesso anno lo hanno ferito gravemente con sei colpi di giravite nel collo. Ed in gennaio 2009
Ivan è stato accoltellato nello stomaco durante una rissa tra compagni e neonazi. Ma
anche a questo assalto è sopravvissuto.
Alla sera del 16 di novembre 2009 gli hanno sparato sulla porta di casa.

Articolo in italiano:
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/antifascista-ucciso-in-russia-ora-i-neo-nazistifanno-
paura-153009/

Articolo in inglese (New York Times):
http://www.nytimes.com/2009/11/18/world/europe/18moscow.html

Articolo in tedesco:
http://www.antifa.de/cms/content/view/1219/1/

Articolo in inglese ed informazione sulle possabilità di donare per il suo
funerale:
http://avtonom.org/index.php?nid=2857 

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18th Set2009

Carlos: non perdoniamo, non dimentichiamo

by daxresiste

Durante la settimana del 14-18 Settembre si tiene a Madrid il processo contro Josuè Estebanez de la Hija, l’assassino di Carlos

VIDEO DEL PRIMO GIORNO DI GIUDIZIO

VIDEO DEL SECONDO GIORNO DI GIUDIZIO

VIDEO DEL TERZO GIORNO DI GIUDIZIO

VIDEO DELL’ULTIMO GIORNO DI GIUDIZIO

sezione speciale de la Haine sul processo

 

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12th Mag2009

Iniziative per la Cassazione del processo San Paolo

by daxresiste


6 MAGGIO ’09

h 11 Conferenza stampa davanti all’ospedale San Paolo

7 MAGGIO ’09
h. 10 presidio a Roma davanti al tribunale –> 1, 2
h. 17.30 presidio a Milano in Piazza San Babila + protesta davanti al tribunale

9 MAGGIO ’09
h. 18 presidio a Milano alla Colonne di San Lorenzo
dai giornali:
repubblica 08.05.09
corriere della sera 08.05.09
liberazione 10.05.09
Approfondimenti:
–> archivio 2003 da indy
–> articoli in tedesco : , 2, 3, 4

–> video DAX SUONA IL POPOLO BALLA

–> video DAX UCCISO DAI FASCISTI IL 16.03.03

–> video DAX MURALES 16.03.04

–> video GRAFFITI ANTIFASCISTI MILANO

 

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07th Mag2009

7 Maggio 2009: cassazione processo San Paolo

by daxresiste

AL SAN PAOLO COME ALLA DIAZ: LO STATO SI ASSOLVE
Il 7 maggio 2009 a Roma: Cassazione del processo San Paolo

Si chiude così il capitolo giudiziario relativo alla notte del 16 marzo 2003, la notte in cui morì Dax, assassinato dalle lame fasciste, mentre ai suoi compagni ed amici accorsi al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo toccarono le cariche di polizia e carabinieri. Già in via Brioschi la presenza massiccia dei mezzi delle forze dell’ordine aveva di fatto rallentato l’arrivo dei soccorsi. Dopo che le ambulanze avevano portato via Davide ed un altro compagno gravemente feriti, un plotone di poliziotti si presentò in tenuta antisommossa per “contenere la disperazione” dei presenti, provocazione culminata poi con cariche e manganellate all’interno dell’ospedale. Prima le risate sprezzanti di fronte al dolore di chi aveva appena appreso la notizia della morte di Dax, poi un’aggressione, premeditata e finalizzata a renderci inermi per impedire qualsiasi tipo di reazione. Hanno approfittato della situazione per compiere una mattanza contro quei “rossi di merda” da sempre detestati, “uno di meno”, “vi ammazziamo tutti”, spingendosi fin dentro ai reparti dell’ospedale per rincorrere chi tentava di sottrarsi alla loro furia. Il “caso” ha voluto poi che le telecamere del pronto soccorso a quell’ora non funzionassero e non abbiamo così potuto documentare in diretta i pestaggi selvaggi e le urla delle persone arrestate, dopo essere state picchiate a sangue. Un bilancio fatto di volti tumefatti, teste aperte, braccia e denti rotti, sommati alla tragica morte di Davide.

Già all’indomani della mattanza era pronta la grottesca versione del questore Boncoraglio per giustificare l’operato dei propri uomini: “Stavamo solo impedendo che i ragazzi portassero via la salma.” Giustificazioni aberranti, quasi a cercare di dipingerci come selvaggi o barbari (cosa avremmo dovuto fare con la salma?) immediatamente avvallate dalla stampa insieme al tentativo di trasformare un omicidio politico in una “rissa tra balordi”. Un chiaro tentativo di far calare il silenzio su quella che fu, nei fatti, una piccola Diaz milanese.

Il capitolo giudiziario rappresenta un’altra ferita aperta.
Le indagini, infatti, portarono alla sbarra quattro compagni e tre esponenti delle forze dell’ordine. La sentenza d’appello, emessa nel febbraio del 2008, ha confermato la condanna ad un anno ed otto mesi per due compagni e il risarcimento complessivo di oltre 100.000 euro. Ha inoltre portato alla piena assoluzione dei membri delle forze dell’ordina, che in primo grado avevano visto la condanna di un poliziotto a quattro mesi per abuso d’uffico (ripreso da un video amatoriale mentre manganellava una persona a terra) e di un carabiniere a sette mesi per il possesso di una mazza da baseball (reato caduto in prescrizione). Nulla hanno contato le testimonianze del personale medico-sanitario che ha assistito alle cariche indiscrinate dentro e fuori il pronto soccorso, intervenendo tempestivamente per curare i numerosi feriti.
Ancora meno hanno pesato le evidenti lesioni riportate dagli amici e dai compagni di Davide, gli unici, invece, ad essere stati condannati. Lo stato si assolve stravolgendo la verità nelle aule dei tribunali, aggiungendo alle violenze di quella notte le menzogne della sentenza.

Da Genova al San Paolo: la giustizia porta la divisa.
Le sentenza d’appello ha evidenziato ancora una volta come la giustizia italiana funzioni a senso unico, applicando due pesi e due misure sulla base di chi deve andare a giudicare: i suoi servi in divisa o chi manifesta dissenso. Il processo del San Paolo, ha visto come al solito assolti i “tutori della legge” da tutte le loro accuse, nonostante vi fossero prove evidenti rispetto a quello che era stato il loro reale operato fatto di violenza premeditata e brutalità. Così come nel processo per la mattanza alla scuola Diaz durante le giornate di Genova del luglio 2001, quel principio di concorso morale con cui sono state comminate condanne pesantissime ai tanti compagni arrestati non vale per gli sgherri in divisa: nel processo dei fatti al San Paolo tanto uno dei due poliziotti indagati per aver percosso una persona inerme a terra (quello che bloccava il compagno mentre l’altro agente infieriva) è stato assolto in primo grado, in quanto non poteva essere a conoscenza dell’operato del collega(!). Si tratta di una prassi ormai consolidata in cui stato e magistratura colpiscono chi si ribella attraverso capi d’imputazione gravissimi, fondati su castelli accusatori fragili e privi di fondamento, mentre chi indossa la divisa ha la piena certezza della totale impunità. Se non addirittura, come nel caso di Genova, di scandalose promozioni di grado per i massimi responsabili della sostanziale sospensione dei diritti delle giornate del luglio 2001. Questo la dice lunga su quanto questi siano processi politici in cui la magistratura emette sentenze politiche…

Costruire la solidarietà! Riaffermare la verità!
Con l’avvicinarsi della chiusura del processo sui fatti del San Paolo, ribadiamo con ancora più forza la verità su quella notte nera. Sotto processo non ci sono solo i quattro compagni – che in caso di conferma vedrebbero le condanne diventare definitive – ma la memoria e il ricordo di un pezzo di storia di questa città, una ferita che da allora non si è mai rimarginata. Il bisogno di riaffermare la verità su quanto accadde il 16 marzo va di pari passo con la necessità di squarciare quella cappa di silenzio che stato,
magistratura e stampa hanno cercato di calare su questa vicenda come su quelle di Carlo Giuliani, di Federico Aldrovandi, di Marcello Lonzi, fino al recente omicidio avvenuto alla Stazione Centrale il settembre scorso, in cui due agenti della PolFer hanno picchiato a morte un clochard. La verità non è scritta nelle sentenze della magistratura, ed è nostro preciso compito portarla alla luce attraverso la mobilitazione contro le derive securitarie ed autoritarie di cui questi episodi sono la diretta conseguenza.
Il fuoco dell’inverno greco, a seguito della morte di Alexis, ha evidenziato come alla brutalità delle forze dell’ordine si sia tutti chiamati a dare una risposta: stringendoci a tutti i compagni e le compagne colpiti dalla repressione e ribadendo che senza giustizia non ci potrà mai essere pace!
Oggi come ieri, teniamo alta la solidarietà e facciamone un’arma da rivolgere contro stato, magistratura e i loro servi in divisa.
Non dimentichiamo! Non perdoniamo!
Con Dax nel cuore

MATERIALE:

Mostra San Paolo

 

 

Dossier processo Appello San Paolo

 

 

VIDEO CONTROINCHIESTA SAN PAOLO

 

INIZIATIVE IN VISTA DELLA CASSAZIONE DEL PROCESSO SAN PAOLO

 

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06th Mag2009

6 maggio 2009 @rash roma

by daxresiste

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